Sette anni, 250.000 Km, mezzo di trasporto bicicletta, 5 continenti attraversati (sempre considerando la due Americhe un continente unico sia dal punto di vista culturale che da quello dell’estensione), attraversamento di due oceani (Pacifico e Atlantico) e di svariate decine di stati piu’ o meno importanti, incontro con quasi tutte le culture esistenti……… ecc.ecc.

Premesso che tutto il ragionamento di cui sopra non è frutto di miei incubi notturni dovuti alla cattiva digestione, ma la sintetizzazione della “follia” (in senso buono naturalmente) di un nostro socio Cherif El Bakkali di origine marocchina ma italiano di seconda generazione che un bel giorno ha deciso che fosse meglio abbandonare il suo mondo e andare a vedere che cosa c’è oltre la Fossa delle Marianne o gli 8000 del Tibet, con deviazione per l’Alaska per poi , sfiorando le civiltà dei Pellerossa e dei Samurai, tornare infine nella nostra piccola Europa, un giorno centro del mondo ed ora sempre piu’ chiusa nei suoi inutili e pericolosi nazionalismi.

Eh sì: Cherif è partito (e non lo vedremo per un bel po’) accompagnato dagli auguri di tutti noi che forse in fondo vorremmo seguirlo ma che siamo troppo pigri o vigliacchi per fare il passo decisivo.

Giro del mondo : la nostra giovinezza è stata segnata dalla lettura del romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni” pubblicato nella seconda parte del 1800 da Giulio Verne nel quale un certo sig. Phileas Fogg per scommessa (20.000 sterline) decide di partire e tornare in Inghilterra al termine proprio del giro del mondo. Ma, direte voi, che cosa centra Verne con Cherif? Proprio niente.

Il sig. Fogg è partito con un servitore, aveva con sè una capace borsa piena di soldi, viveva in un periodo in cui essere inglese era un bel vantaggio ed è tornato addirittura con una moglie, una principessa indiana salvata in extremis dal rogo cui era destinata.

Cherif invece è solo anche se dotato di tutti i mezzi che la tecnologia odierna consente, non ha certo una dotazione finanziaria di rilievo dato che pensa di rimpinguare le proprie finanze fermandosi ogni tanto a lavorare e per quanto riguarda la moglie non credo sia partito con questa idea. Però, mai dire mai.

Pensate che colpo: un mussulmano che torna in uno stato cristiano portandosi dietro una moglie indu’ : vi immaginate che successo dal punto di vista ecumenico e come sarebbe contento Papa Francesco?
Bene, torniamo ad dunque. Le ultime notizie lo davano a Capodistria in attesa di scendere lungo i paesi balcanici fino alla Turchia e di lì verso est in Asia. A proposito di Est. Il sig. Fogg ci ricorda che il giro del mondo in quella direzione consente di guadagnare al termine un giorno intero: non so che interesse possa avere per il nostro vagabondo, anzi credo proprio nessuno. Però non si sa mai.

Ora, caro Cherif, dopo l’ufficialità di una conferenza stampa in Comune, dopo la presentazione del tour in Sala Biasin e dopo il taglio del nastro in Piazza Garibaldi alla presenza delle autorità, ti aspetta quella che sarà la routine del viaggio. Probabilmente ti stancherai, quasi certamente dovrai affrontare oltre alla solitudine anche situazioni cui non sei abituato e con le quali dovrai gioco forza convivere.

Vuoi un augurio un po’ fuori dalle regole? Se in questo tuo vagabondare ti capitasse mai dietro ad un cespuglio di incontrare l’indicazione per l’ “Isola che non c’è” di Peter Pan, lasciati tentare e seguila : chissà che non ti aiutino un pizzico di fantasia, una spruzzata di magia, un breve ritorno all’infanzia in questa tua folle (o presunta tale) sfida. A fra sette anni, dunque e ci racconterai.

Stefano Tosi