Dalla accoglienza alla integrazione.

/Dalla accoglienza alla integrazione.

Dalla accoglienza alla integrazione.

Di Adalberto Biasiotti.

La provincia di Modena ospita decine di migliaia di migranti e profughi, provenienti in gran parte dalla dall’Africa settentrionale e centrale. Da più parti si raccomanda che la politica di accoglienza del governo italiano si arricchisca, inserendo queste persone in  una successiva politica di integrazione.

È in questa ottica che l’Avis comunale di Modena ha preso contatto con istituzioni pubbliche e private, direttamente coinvolte nella assistenza a questa particolare categoria di persone, esaminando la possibilità di attivare un programma di sensibilizzazione alla donazione del sangue. Le regole attualmente in vigore prevedono il rispetto di determinati requisiti vincolanti, come ad esempio il possesso del permesso di soggiorno e della tessera sanitaria, nonché un riferimento telefonico, per contatti da parte delle organizzazioni di volontariato. Una componente essenziale della attivazione della qualifica di donatore è rappresentata da una buona conoscenza della lingua italiana, per poter interagire correttamente durante l’intervista con il responsabile sanitario.

L’Avis comunale Modena ha effettuato degli esperimenti, rilevando che anche soggetti che hanno una buona conoscenza della lingua italiana non sempre hanno una conoscenza sufficientemente approfondita di quegli aspetti della lingua, cui bisogna far riferimento durante la  approfondita intervista su temi sanitari.

Di concerto con le già menzionate autorità pubbliche e private, è attualmente in allestimento  un percorso formativo per questi aspiranti donatori, che mira, grazie a presentazioni audiovisive, a consentire loro di acquisire specifiche e sufficienti conoscenze, in lingua italiana, che permettano loro di rispondere in modo esauriente ed appropriato ai quesiti posti dal medico.

Fermo il concetto che la responsabilità finale per dare il benestare al proseguimento dell’iter di donazione spetta al medico intervistatore, l’esperienza ha già dimostrato che una seppur breve formazione iniziale permette di facilitare l’inserimento di questi soggetti del percorso di donazione e, di conseguenza, ne facilita l’integrazione nella società in cui vivono.

L’impostazione del documento didattico audiovisivo prescinde da aspetti localistici e provinciali, ed è stato impostato in modo da poter essere, seppure con modesti adattamenti, utilizzato in varie regioni d’Italia.

A questi aspiranti donatori, per lo più giovani, perlopiù in buona salute e perlopiù desiderosi di integrarsi nella società in cui vivono, un caldo benvenuto da tutti i dirigenti associativi.

 

By |2018-10-30T16:29:19+00:0030 ottobre 2018|0 Commenti

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