Piano Sangue e Plasma Emilia Romagna

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Piano Sangue e Plasma Emilia Romagna

Riportiamo di seguito le considerazioni del Presidente Avis Emilia-Romagna, Maurizio Pirazzoli, sull’attuale Piano Sangue e Plasma regionale valido per il triennio 2017/2019.

Piano Sangue Regionale: alcune considerazioni.

L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia–Romagna ha approvato il Piano Sangue e Plasma regionale triennio 2017/2019. Si tratta di un documento di grande rilevanza in quanto, in esso, sono declinati obiettivi e finalità che il Sistema Sangue – del quale le Associazioni e Federazioni dei donatori sono componente essenziale – si pone per il prossimo triennio. I punti principali del Piano:

  • garantire, mediante un’attività di programmazione, coordinamento, indirizzo e verifica del sistema sangue regionale, i livelli di autosufficienza regionale di sangue, di emocomponenti e diplasmaderivati per le strutture sanitarie pubbliche e private attraverso la donazione generalizzata dell’accesso alla donazione su prenotazione;

  • concorrere al raggiungimento dell’autosufficienza nazionale dei prodotti del sangue e dei plasmaderivati, con il determinante contributo delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue, al fine di ottimizzare l’attività distributiva e di compensazione sul territorio nazionale, di concerto con il Centro Nazionale Sangue, sia per i prodotti labili del sangue sia per i farmaci derivati dalla lavorazione del plasma;

  • costituire,in accordo con il Centro Nazionale Sangue, un nuovo raggruppamento interregionale, di cui la Regione Emilia-Romagna assume il ruolo di capofila, finalizzato alla valorizzazione del plasma ottenuto da donatori volontari, non remunerati, periodici e responsabili per la produzione di farmaci plasmaderivati e per il loro utilizzo appropriato nell’ambito dei piani nazionali di autosufficienza;

  • garantire un elevato livello di sicurezza del sistema trasfusionale, del sangue, degli emocomponenti e dei plasmaderivati, nelrispetto delleindicazioni regionali, nazionali ed europee di riferimento. In particolare dovranno essere realizzati secondo i tempi previsti tutti gli obiettivi indicati nel decreto ministeriale 2 novembre 2015;

  • mantenere, in tutti gli ambiti interessati, l’applicazione dei requisiti previsti dall’AccordoStato-Regioni del 16 dicembre 2010 per l’adeguamento della rete trasfusionale ai criteri di accreditamento e perseguire, anche attraverso il sostegno da parte del Centro Regionale Sangue alle strutture trasfusionali, il miglioramento continuo della qualità;

  • promuovere, attraverso l’attività dei Comitati Ospedalieri per il Buon Uso del Sangue (COBUS), il corretto utilizzo di sangue, emocomponenti e plasmaderivati, secondo criteri di appropriatezza, lo sviluppo di adeguate metodologie organizzative(PBM) e l’individuazione di indicatori appropriati che ne consentano il monitoraggio;

  • realizzare la standardizzazione delle procedure trasfusionali che garantiscano la massima sicurezza possibile per il donatore e per il paziente attraverso l’applicazione delle innovazioni scientifiche e tecnologiche in materia di Medicina Trasfusionale;

  • definire adeguati piani di formazione e di mantenimento della professionalità in ambito di Medicina Trasfusionale attraverso iniziative di formazione, anche a distanza, e promozione di progetti di ricerca finalizzati al miglioramento delle conoscenze e degli aspetti organizzativi relativi alla Medicina Trasfusionale;

  • avviare la pianificazione della realizzazione della centralizzazione delle attività produttive nelle due sedi di Bologna e di Cesena Pievesestina sulla base di criteri di massima qualità e gestione trasparente delle scorte degli emocomponenti labili in tutte le strutture trasfusionali, finalizzata alla gestione routinaria dei fabbisogni interni, alla fornitura in compensazione extra-regionale e in condizioni di emergenza sul territorio regionale e nazionale; nell’ambito di tale programmazione è auspicabile, nel caso si verifichino le condizioni logistico-organizzative, anticipare il trasferimento di alcune attività di lavorazione e validazione biologica delle unità di sangue e di emocomponenti provenienti da sedi dell’Area Vasta Emilia Nord;

  • sviluppare un progetto regionale di disaster recovery per le situazioni di emergenza tecnologica, la cui ubicazione deve essere oggetto di una valutazione che tenga conto anche dell’ubicazione delle officine centralizzate di lavorazione;

  • sviluppare la rete informativa regionale del sistema sangue al fine di garantire un elevato livello di sicurezza informatica; la standardizzazione condivisa su base regionale delle procedure trasfusionali; la sicurezza e latracciabilità omogenee sul territorio regionale delle modalità della assegnazione e della trasfusione del sangue, degli emocomponenti e dei plasmaderivati; la disponibilità di dati e di informazioni statistiche (al fine di mantenere il ruolo di osservatorio epidemiologico proprio del Servizio Trasfusionale in sintonia con le istituzioni regionali e nazionali);

  • sostenere le Associazioni e le Federazioni di donatori di sangue integrandole nel sistema informatico regionale, nella promozione e nello sviluppo della donazione con adeguate campagne di sensibilizzazione, nonché nella promozione della salute dei donatori;

  • promuovere progetti specifici per iniziative di cooperazione internazionale volte al favore, attraverso un razionale impiego della risorsa sangue e plasmaderivati da donatori regionali, il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti ematologici;

  • favorire l’introduzione di modelli organizzativi relativi allo sviluppo dell’autosufficienza e all’efficienza del sistema, con la finalità di rendere disponibili adeguate informazioni per costruire un possibile bench mark nazionale e sovranazionale;

  • definire i finanziamenti che permettano di sviluppare la programmazione regionale relativa alla donazione di sangue, emocomponenti e plasmaderivati tesi a sostenere gli obiettivi e le finalità del Piano Regionale Sangue e Plasma

In attesa dell’attuazione dei contenuti del Piano faccio alcune primissime considerazioni: è positiva la posizione unitaria assunta da Avis e Fidas, una collaborazione che rende più forti le richieste del volontariato del sangue, così come è positiva l’istituzione di gruppi di lavoro composti da Regione, CRS, trasfusionisti, dirigenti associativi e medici Avis che monitorino qualità, concretezza, coerenza ed efficienza dei processi trasfusionali. Ritengo inoltre positivo che sul sistema informativo si sia fissato che è garantita la ricerca delle più idonee soluzioni con le Avis, ad esempio l’interfacciabilità, e che sia posto il problema delicatissimo, degli aspetti legati al possesso ed alla detenzione dei dati associativi. ritengo, infine, positivo l’impegno a proseguire il lavoro avviato sul raggruppamento di regioni per la plasmaderivazione, del quale l’Emilia romagna è capofila

Si tratta, ora, di dare gambe ed intelligenze a questo Piano che, unitamente al rinnovo delle convenzioni, rappresenta un ulteriore elemento di certezza delle relazioni istituzionali, certezza fondamentale per consentire alle nostre Avis di rafforzarsi nell’interesse dei donatori e degli ammalati.

By |2018-09-29T17:13:46+00:0029 settembre 2018|0 Commenti

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