Con le Olimpiadi appena concluse, lo sport è tornato al centro dell’attenzione di tutti. Ma l’attività sportiva non è solo competizione e spettacolo: è anche salute, benessere e condivisione di valori che si ritrovano pienamente anche nel mondo della donazione.
Su questo terreno si gioca l’impegno dell’Area Sport di AVIS Provinciale Modena, che nel 2025 ha partecipato a numerosi eventi del territorio per portare il messaggio di Avis dentro palazzetti, piazze e campi da gioco.
Tante le iniziative che hanno visto scendere in campo il logo Avis, grazie anche alla collaborazione avviata con la Scuola di Pallavolo Anderlini, il Centro Sportivo Italiano (CSI) di Modena, la FIPAV (Federazione Pallavolo) di Modena, il Modena Basket e al contributo delle sedi comunali e dei volontari AVIS.
Da ricordare inoltre la partecipazione all’Olympus Cup, il torneo di calcio riservato alle scuole superiori, al Mutina Center Beach Volleyball Event, torneo internazionale di beachvolley, e l’ormai celeberrimo Torneo Avis di Beach volley che si svolge ad anni alterni a Zocca e Guiglia. Tutte occasioni preziose per rafforzare il legame tra sport e solidarietà.
Ma come si concilia concretamente la pratica sportiva con la donazione di sangue? Ci sono accortezze particolari per chi si allena o partecipa a competizioni?
Ci risponde il dottor Ruggero Cirsone, medico Avis spesso presente a bordo campo durante i nostri eventi sportivi, che ci aiuta a capire meglio il rapporto tra sport, salute e donazione.
Dott. Cirsone, chi pratica sport può essere un buon donatore?
Chi pratica sport può essere un ottimo donatore, perché è attento alla propria salute e al benessere generale. È il donatore ideale e può essere considerato uno stakeholder importante, in quanto esempio positivo e influente di uno stile di vita sano, un vero “campione di altruismo”. La promozione della salute e di corretti stili di vita rientra infatti tra le best practice di AVIS.

Dopo quanto tempo dopo la donazione è consigliabile riprendere l’ attività sportiva?
In generale è consigliabile riprendere l’attività sportiva dopo 48 ore dalla donazione e, allo stesso modo, astenersi dall’attività sportiva nelle 48 ore precedenti la donazione, per tutelare la salute del donatore e garantire una donazione sicura.
La pratica sportiva può influire sui valori ematici dei donatori?
Quando viene svolta una performance sportiva si verificano nel nostro organismo variazioni metaboliche che possono influire sui valori ematici (ad esempio valori transaminasi o creatinina), ma che sono del tutto temporanei.
Per chi pratica sport è preferibile donare sangue o plasma?
Dopo la donazione di 450 ml di sangue intero, l’emoglobina si riduce di circa un grammo; l’organismo risponde producendo nuove cellule, più efficienti nel trasporto dell’ossigeno ai tessuti, che ne traggono beneficio. Il quadro ematologico si ristabilisce progressivamente nell’arco di circa tre settimane.
La donazione di plasma, invece, ha un impatto minore sul midollo osseo, poiché comporta principalmente la sottrazione della sola componente liquida del sangue.
Ci sono discipline o attività fisiche sconsigliate ai donatori?
In generale non esistono discipline sportive sconsigliate ai donatori. Un’attività fisica moderata e regolare rappresenta uno strumento di prevenzione di primo livello: contribuisce a ridurre i fattori di rischio cardiovascolare e metabolico e aiuta a controllare la pressione arteriosa.
Diverso il discorso per le discipline di endurance in fase agonistica, per gli sport ad alto impatto e per gli atleti professionisti, che devono attenersi a specifici standard di preparazione fisica, alimentazione, integrazione e controlli sanitari. Si tratta di percorsi che devono essere valutati e monitorati da professionisti qualificati, come medici, nutrizionisti, fisioterapisti e preparatori atletici.
Che consiglio darebbe a chi fa sport e vuole diventare donatore Avis?
Puntare su uno stile di vita sano, che includa un’alimentazione equilibrata ispirata alla Dieta Mediterranea, ideale per garantire un corretto apporto di ferro, vitamine, omega 3, proteine e sali minerali. Fondamentale anche una buona idratazione, insieme all’eliminazione di fumo e alcol.
Praticare attività sportiva con regolarità, seguendo un allenamento adeguato alle proprie capacità e ai propri limiti, con un approccio graduale. Niente improvvisazioni: servono buonsenso e continuità.
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