Con profonda tristezza, AVIS Provinciale di Modena si unisce al dolore per la scomparsa di Saverio Montella, amico e stimato professionista che ha dedicato tempo, entusiasmo e competenza alla nostra associazione e all’Avis Comunale di Mirandola. La sua presenza attiva ha rappresentato un esempio di impegno autentico e di solidarietà concreta verso gli altri.

In questo articolo, Roberto Mantovani lo ricorda con affetto e gratitudine, ripercorrendo momenti e valori che hanno reso Saverio una figura importante nella nostra comunità avisina e nella vita di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

SAVERIO MONTELLA: UN AMICO E UN AVISINO VERO

Ho chiesto ai dirigenti di Avis provinciale di potere essere io – a nome dell’intera Associazione – a scrivere un ricordo di Saverio perché i nostri destini si sono incrociati diverse volte e in diversi contesti nelle nostre vite. Parto ricordando come all’età di 18 anni decisi di fare l’arbitro per la Federazione Gioco Calcio. Alla visita medica di idoneità mi trovai di fronte ad un signore coi baffi che oltre a visitarmi, mi illustrò le particolarità della scelta che stavo facendo dicendomi che certamente avrebbe lasciato il segno nella mia vita. A seguire incontrai costantemente Saverio a Modena il lunedì di ogni 15 giorni, giornate nelle quali si tenevano le “sedute tecniche arbitrali” nelle quali si discuteva dei casi che erano capitati sui campi di calcio ad ogni livello e nel frattempo si approfondivano aspetti tecnici e regolamentari.

Nel frattempo accadde che iniziai a collaborare con Avis recapitando, tra l’altro, le unità di sangue tipizzate alle frigo emoteche degli ospedali della provincia. A quel tempo portavamo le sacche all’ingresso delle sale operatorie dell’ospedale di Concordia dove operava una valida equipe di ortopedici. In uno di quei passaggi sentii una voce – che era decisamente inconfondibile – mentre inveiva (e non proprio gentilmente..) nei confronti di una suora rea di non averlo supportato adeguatamene in sala operatoria. Entrato nell’area dell’emoteca mi trovai Saverio di fronte che mi salutò e ovviamente mi chiese cosa ci facevo lì. E da quell’incontro i fili che ci unirono non furono solo quelli dell’arbitraggio ma, fatalmente e per 50 anni, anche quelli avisini. Infatti, nella tradizione di grandi medici maestri di vita come il Prof. Smerieri, mi resi conto che Saverio collaborava anche con l’Avis di Mirandola sia nelle sedute di raccolta che per le visite ai donatori, attività che svolse sino a quando la cosa gli fu possibile.

Il suo impegno associativo si caratterizzò poi anche con l’assunzione di importanti ruoli all’interno della locale sede associativa della quale fu presidente dal 2002 al 2009 per poi ricoprire la carica di consigliere dal 2013 al 2016. Per l’incarico che assunsi successivamente in Avis provinciale ebbi modo di rapportarmi a lui continuamente sia per questioni sanitarie che associative discutendo nel merito ma nell’ambito di una reciproca stima e collaborazione.

Quando poi andò in pensione continuò ad operare sia come libero professionista che come ortopedico presso il poliambulatorio di Modena nel quale lavora anche mia moglie.

Fu davvero incredibile, una volta che passai di là, trovarmelo di fronte ancora una volta in una veste diversa; inevitabile la sorpresa reciproca ed il caloroso saluto per un rapporto che risaliva così indietro nel tempo.

Gli aggettivi per definire Saverio sono molti; ne scelgo tre: innanzitutto eclettico avendo ben evidenti i molti interessi della sua vita, non solo di carattere sanitario ma anche sociale e politico, ricordando che ha ricoperto la carica di assessore e vice sindaco presso il comune di Mirandola. Ha poi dato il suo contributo anche alla nascita della Croce Blu nella convinzione dell’importanza del ruolo che un tale tipo di volontariato poteva svolgere a favore della comunità.

Del suo impegno arbitrale ho già detto prima; in sede di associazione arbitri rappresentava un punti di riferimento ineludibile.

Schietto: se c’era qualcosa da dire Saverio, certamente, non lo mandava a dire e a nessuno. A tale proposito ricordo in maniera indelebile un incontro con il direttore dello stabilimento ospedaliero di Mirandola per discutere di temi legati alla sede Avis all’inizio del quale ebbe modo di mettere chiaramente sul tavolo (ed in maniera colorita) l’insoddisfazione dell’associazione su come stavano andando le cose; lo stesso atteggiamento diretto caratterizzava ogni tipo di discussione e argomento che con Saverio si affrontava perché era insito nel suo carattere.

Generoso e disponibile: se per qualche ragione c’era la necessità di coprire qualche seduta di raccolta anche all’ ultimo momento ed anche fuori da Mirandola, la risposta era sempre positiva come non mancava mai la sua disponibilità a rapportarsi ai donatori per questioni di caratare sanitario.

Con Saverio ci lascia una parte importante della storia e della vita associativa e scompare una delle figure che hanno contribuito in maniera determinante alla crescita e all’affermazione dell’associazione soprattutto nei territori della bassa modenese. Se oggi Avis può vantare importanti risultati e avere un rilevante riconoscimento a livello delle varie comunità della nostra provincia è anche grazie all’impegno che hanno profuso figure come Saverio.

Il consiglio direttivo dell’Avis provinciale e l’intera Associazione si stringono ai famigliari consapevoli che quanto da lui fatto rappresenti un patrimonio di valore incommensurabile e che tutti coloro che nel dono volontario del sangue credono, nel suo ricordo, saranno impegnati a svolgere sempre meglio l’importante ruolo che Avis si è assunta di fronte alla collettività e agli ammalati.

Roberto Mantovani