A chiusura del 2025, i dati sulla raccolta di sangue, plasma e piastrine in provincia di Modena offrono spunti di riflessione importanti. Il bilancio complessivo registra una flessione del -2,3%, determinata soprattutto dal calo del sangue intero (-5,7%) e delle piastrinoaferesi (-9,5%). In controtendenza, la raccolta di plasma cresce ancora del 2,2%, centrando pienamente gli obiettivi programmati.
Luci e ombre, un equilibrio fragile
Da un lato, il buon andamento del plasma conferma la solidità del sistema e la capacità di rispondere ai bisogni sanitari. Dall’altro, la flessione del sangue e soprattutto delle piastrine rappresenta un segnale da non sottovalutare. Gli obiettivi iniziali prevedevano un calo di circa 600 unità di sangue, un equivalente aumento delle plasmaferesi e la conferma della raccolta di piastrine, condizioni che avrebbero garantito un equilibrio complessivo. Così non è stato, rendendo necessario nel corso dell’anno il ricorso a chiamate mirate per coprire le carenze di determinati gruppi, una situazione poco abituale per il nostro territorio. Nulla di tragico, sia chiaro, ma un segnale che richiede attenzione, tenendo presente che se la tendenza persistesse anche nel 2026 la situazione potrebbe diventare davvero preoccupante.
Il quadro nazionale
A livello italiano, l’autosufficienza di globuli rossi viene spesso data per acquisita, ma i dati più recenti invitano alla prudenza. Come ha dichiarato il presidente nazionale AVIS Oscar Bianchi in un’intervista al Sole 24 Ore:
“I dati dei primi dieci mesi del 2025 non sono incoraggianti. Per il sangue c’è stato un calo dell’1,7%, mentre la raccolta di plasma ha segnato una battuta d’arresto con un aumento solo dell’1%, rispetto al +3,3% dello stesso periodo del 2024”. Un rallentamento che non dipende da una minore disponibilità delle persone a donare. “Nel 2024 AVIS contava 1.311.775 soci, il numero più alto degli ultimi sette anni. Questo significa che gli italiani sentono ancora fortissima la volontà di donare e di mettersi a disposizione del Paese” sottolinea ancora Bianchi, che individua le cause soprattutto in limiti strutturali e organizzativi, come carenza di personale, riduzione delle sedute e programmazione non sempre adeguata.
Perché a Modena si dona meno?
La situazione modenese presenta caratteristiche diverse rispetto al quadro nazionale. La rete di raccolta è capillare e strutturata, c’è una dotazione sufficiente di separatori cellulari, la disponibilità di personale non è mai mancata, il rapporto con il Servizio Trasfusionale del Policlinico è sempre solido e i donatori continuano ad aumentare.
Il calo delle donazioni sembra quindi legato soprattutto a una riduzione del numero di donazioni per singolo donatore, con un numero crescente di appuntamenti non rispettati. Un fenomeno che complica la programmazione, genera sprechi e rende più difficile rispondere con continuità alle esigenze dei reparti ospedalieri.
Agenda 2026, gli obiettivi
Donare con impegno: rispettare l’appuntamento fissato non è un dettaglio, significa garantire una sacca di sangue o di plasma attesa per quel giorno e necessaria alla cura dei pazienti. Allo stesso modo, donare con regolarità, compatibilmente con la propria idoneità, consente di non disperdere risorse preziose e di mantenere efficiente l’intero sistema trasfusionale.
Ampliare la platea dei donatori: accanto alla continuità, resta fondamentale coinvolgere nuove persone. Criteri di selezione sempre più stringenti, nuove malattie infettive, viaggi e stili di vita rendono oggi più complesso donare con regolarità. In questo contesto, chi già dona può diventare il miglior testimonial, promuovendo il valore del dono nelle comunità, nelle scuole, nello sport e nei luoghi di lavoro.
Le piastrine non aspettano: un’attenzione particolare andrà riservata alla donazione di piastrine, più impegnativa e logisticamente meno semplice, perché nella nostra provincia si effettua solo al Servizio Trasfusionale del Policlinico. Garantire piastrine disponibili è indispensabile per pazienti oncologici, trapiantati e nei casi di terapie trasfusionali intensive. Inoltre le piastrine hanno scadenza breve, devono essere utilizzate entro 5 giorni dal prelievo. Sarebbe opportuno che chi è idoneo a questo tipo di prelievo (l’idoneità non è per tutti) ne parlasse col medico della propria Avis.
Un piccolo sforzo
In conclusione AVIS Modena può continuare a contare su donatori straordinariamente generosi e consapevoli. Oggi, però, è richiesto un piccolo sforzo in più: maggiore continuità, rispetto degli impegni presi, disponibilità a farsi promotori del dono. Un impegno che rende concreto, ogni giorno, il senso più autentico della donazione. Chi dona è fortunato, non solo perché ha la salute per farlo, ma perché ha la possibilità di metterla al servizio dei più fragili. L’augurio per il 2026 è che questa fortuna tocchi a sempre più persone.
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