Qual è il momento più importante per una sede Avis comunale? É certamente la seduta di prelievo, perché si vengono a sommare ed ad interagire diversi fattori: i volontari della sede prima, durante e dopo la seduta, il personale sanitario inviato da Avis provinciale Modena, la connettività (internet, la strumentazione necessaria per la seduta, le bilance, le stampanti…). Basta che solo uno di questi ingranaggi si blocchi e/o si rallenti nella sua funzione che la seduta di prelievo diventa problematica, con rallentamenti importanti e malumore diffuso tra i vari partecipanti alla seduta, in primis i donatori.
Alla luce di tutto questo, sentita anche qualche problematica riportata da alcune sezioni, Avis provinciale ha svolto nei primi tre mesi dell’anno un’ indagine conoscitiva, contattando direttamente le sezioni interessate alle sedute di prelievo in quel periodo, per capire quasi “in diretta” se durante la seduta fossero emerse criticità e quali.
Il progetto è stato coordinato dal dr. Giovanni Razzaboni, vice-presidente vicario con delega all’attività sanitaria di Avis provinciale, con la responsabile Unità di Raccolta dr.ssa Maria Vitale e con Ludovica Scarcella responsabile Qualità. Insieme hanno elaborato un questionario standard per far sì che le domande poste alle sedi fossero omogenee. É stato poi lo stesso Razzaboni ad interpellare telefonicamente le sedi una per una, per raccogliere le risposte ma anche per confrontarsi con ciascuna in un momento di ascolto e di dialogo.
I quesiti posti sono stati di natura diagnostica, organizzativa, comunicativa, con un obiettivo chiaro: monitorare il flusso operativo e raccogliere elementi per il miglioramento continuo dell’Unità di Raccolta.
I risultati hanno permesso di dare una visione oggettiva allo stato dell’arte:
- l’86 % delle sedi intervistate ha dato un parere positivo – 35 sedi non rilevano criticità riportano e chiedono di non cambiare nulla;
- 1 sede su 8 invece ha avuto occasionalmente perplessità e necessità, soddisfatte ma sulle quali vorrebbe maggiore profusione di energie;
- emerge anche dall’indagine che la squadra Avis è ben formata, che lavora in sintonia, che ha uno scopo benefico di raccolta condiviso, che però ha bisogno ulteriormente di rafforzare la comunicazione tra la struttura provinciale e le sedi comunali.
Conclusioni: i risultati dimostrano che l’ingranaggio delle sedute di prelievo funziona bene, anche se vi sono alcuni passaggi da migliorare, ma soprattutto si è rafforzata con questa fase di ascolto la connessione fra la struttura provinciale e la rete delle sedi comunali, alcune lontane, alcune piccole, che hanno avuto la possibilità di dare singolarmente ancora più voce alle loro aspettative e alle loro necessità.
Grazie ai volontari e ai donatori, coi quali continueremo a lavorare fianco a fianco.
Dr. Giovanni Razzaboni, vice presidente vicario Avis Provinciale Modena
Ludovica Scarcella, RAQ UdR Avis Provinciale Modena
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