Dal Bestseller “ Incubi di un ex presidente dell’Avis” di Stefano Tosi
E’ finito il 2016, l’anno bisestile (quindi sfortunato), l’anno che molti hanno considerato catastrofico sotto tutti i punti vista, l’anno che “vade retro Satana”, l’anno che “Peggio non è possibile”, l’anno che …….. ecc.ecc.ecc.
Io che sono di natura poco incline a considerare le opinioni degli altri quali fari da seguire in vista dell’adeguamento al senso comune, onestamente la vedo in modo leggermente diverso, anzi mi entusiasmo se valuto il lavoro fatto nel 2016 dall’Avis . Abbiamo superato come donazioni il 2015 di oltre 100 unità pari al 2,4%, abbiamo consolidato in questo campo la nostra posizione al terzo posto fra tutte le altre oltre 50 sezioni della provincia, abbiamo una fra le sedi più belle e funzionali di tutta la regione (sede che quando avremo pagato il mutuo sarà di nostra proprietà), abbiamo in pratica più di un motivo per essere fieri del nostro operato.
donatrice di plasma presso Avis Sassuolo
Ma questo come è potuto avvenire? Certamente grazie alla generosità dei donatori il cui numero continua ad aggirarsi sulle 2000 unità, certamente grazie alla competenza del personale sanitario che ci viene messo a disposizione, ma senza ombra di dubbio, grazie all’altrettanto palese generosità dei volontari che consentono ad una struttura come la nostra di vivere (non sopravvivere), mettendo a disposizione tempo, fatica, gratuità e continuità nell’impegno. Facciamo qualche esempio.
Il personale addetto alle telefonate che opera con compiti ben definiti per almeno 2 giorni alla settimana e per circa 45 settimane all’anno recandosi a proprie spese in sede ed iniziando la trafila di telefonate invitando i donatori alla ripetizione degli esami, alla donazione, a quanto altro possa servire, sempre nel rispetto di regole assolutamente ferree in materia di privacy (i telefonisti per altro non hanno accesso a dati sensibili). E lo fanno per un discreto numero di ore.
Provate a pensare (ripeto) che sono tutte persone normali come voi, non pagate (non siamo un call center) che fanno un lavoro improbo rischiando di rompervi le scatole e beccandosi a volte qualche improperio. Scusateli a priori se ogni tanto e dopo un certo numero di telefonate in un sol giorno il cervello va leggermente in tilt e sbagliano anche un appuntamento o non sono a vostra disposizione come vorreste.
Sala prelievi Avis Sassuolo
E cosa dire dei baristi (anche loro volontari) e che coprono tutte le giornate di apertura della sede.
Si tratta di 300 turni all’anno da suddividere fra una ventina di persone che, rubando tempo ai propri impegni personali, in ogni caso debbono essere presenti perché chi dona possa ricevere il giusto ristoro. E sono lì gratuitamente dalle 7,00 a circa mezzogiorno.
E di quella miriade di personaggi che vedete allo stand del gnocco, che non vedete quando montano o smontano strutture pubblicitarie in piazza o dovunque l’Avis deve e vuole essere presente per farsi conoscere, organizzano la Festa del Donatore, ecc. ecc.
E non parliamo della dirigenza, da quel gruppo di persone (presidente, vice presidenti, amministratore, responsabili) che, a disposizione H 24, hanno il compito di coordinare una struttura che, siamo certi, non avete mai pensato potesse esistere nella vostra sezione e senza la quale, ben poche sarebbero le possibilità di sopravvivere.
E lasciatemi terminare con una ovvietà: Se proprio volete capire meglio, venite a trovarci. C’è posto e lavoro per tutti.
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