A circa due mesi dalla scomparsa di Marisa Setti, avvenuta il 3 giugno 2015, l’AVIS di Carpi vuole ricordare la sua figura carismatica, amata e stimata, punto di riferimento importantissimo per tutta l’Associazione. Amici, avisini, autorità carpigiane e modenesi si sono riuniti per portarle l’ultimo commosso saluto, mentre i rappresentanti delle AVIS consorelle hanno schierato orgogliosi i loro numerosi stendardi intorno all’altare, una commovente testimonianza di un’amicizia nata dal cuore e dal rispetto, uno spirito di fratellanza e di attaccamento alla vita associativa, che da sempre è una connotazione saliente della realtà avisina.
Come ha ricordato Roberto Mantovani, Direttore Amministrativo dell’AVIS Provinciale, pronunciando il suo elogio funebre alla fine della cerimonia, “non è certamente facile delineare un profilo di Marisa Setti tanta è l’importanza che la sua figura ha avuto per la nostra associazione”. E’ difficile raccogliere tutti i ricordi, ripensare a momenti particolari: tanti sono infatti gli eventi, gli incontri, i legami stretti con le istituzioni, gli incarichi prestigiosi e di grande responsabilità che ha ricoperto, non solo a Carpi ma anche presso l’AVIS Provinciale.
Figlia di Danilo Setti, uno dei pionieri dell’Associazione dei Donatori volontari di sangue, al quale è intitolata la sezione locale, Marisa è stata l’anima storica dell’AVIS carpigiana e una preziosa e competente collaboratrice a livello provinciale. A metà degli anni 80, svolgeva la carica di amministratrice dell’AVIS provinciale; era succeduta ad Alberto Ronchetti, figura cardine nel campo amministrativo, così come lo era Aldo Costa, che i donatori non più giovanissimi ricorderanno come figura carismatica e iconica dell’AVIS provinciale. Da questo rapporto di reciproca grandissima stima e di elevata professionalità nacque una collaborazione, all’interno della quale Marisa Setti divenne un punto di riferimento essenziale, sia per la sua grande capacità di organizzatrice e amministratrice, sia per la naturalezza e la spontaneità nell’instaurare un dialogo cordiale, immediato e fattivo con tutti.
Marisa amava l’AVIS profondamente, spesso metteva l’associazione al di sopra di tutto, aveva una visione lungimirante e lucida della politica associativa, capiva a fondo l’importanza della donazione di sangue, non come impatto sociale di numeri e percentuali ma come strumento salvavita di situazioni a volte tragiche e disperate. Per questo non ha mai smesso di diffondere la cultura del dono del sangue, per sensibilizzare l’opinione pubblica e per sollecitare l’interesse e la partecipazione della cittadinanza alle donazioni, come impegno di valore morale e sociale e di civile comportamento.
Nell’ambito dell’attività interna associativa, le sue parole hanno sempre espresso incoraggiamento e apprezzamento per i collaboratori, in particolare per i più giovani, di cui era molto orgogliosa e per i quali ha rappresentato una guida carismatica, competente e appassionata. Nel loro ruolo di giovani dirigenti, questi eredi della nuova generazione, Cristiano Terenziani, Carlo Contini, Fabio Marani, hanno sentito l’impulso e il forte desiderio di costituire la sua continuità, per il bene dell’associazione e per il legame di affetto e stima nei suoi confronti.
La sua carriera nel mondo avisino è stata lunga, con incarichi di prestigio, portati avanti con costante professionalità e disponibilità, sempre in funzione del benessere e della crescita dell’associazione. Mettendo a disposizione le sue grandi qualità e la sua straordinaria competenza, ricoprì vari incarichi nell’AVIS di Carpi: amministratrice tra il 1987 e il 1989; segretaria dal 1990 al 1992; presidente per due mandati dal 1996 al 2001, quando la presidenza passò a Cristiano Terenziani, in uno spirito di costante collaborazione.
Fu di nuovo amministratrice nel periodo 2005 – 2008 e consigliera dal 2009 al 2012. Durante gli anni a Carpi, con figure storiche dell’AVIS carpigiana, tra cui il dottor Adolfo Sanzio Greco, Giorgio Contini, il dottor Silvano Cabri, costituì un gruppo dirigente validissimo, che diede un forte impulso allo sviluppo della donazione del sangue e consolidò istituzionalmente e culturalmente la struttura già ben organizzata dell’associazione, in piena crescita e oggetto di stima e considerazione da parte della istituzioni. A livello provinciale, ricoprì la carica di consigliere dal 1993 al 2004.
Anche nei momenti più difficili della malattia, il suo spirito avisino e la passione associativa non vennero mai meno. Due importanti eventi furono per Marisa Setti motivo di grande soddisfazione: la possibilità per l’AVIS di riprendere l’attività di raccolta, nell’estate del 2012, grazie alla autoemoteca concessa in uso dall’AVIS Torino, dopo che il devastante sisma di maggio aveva reso inagibili i locali della struttura ospedaliera.
Il secondo avvenimento fu l’inaugurazione della nuova sede di Carpi, il 14 giugno 2014, un sogno e un progetto realizzati grazie a tanti sacrifici, a molto impegno da parte di tutti e ai numerosi contributi non solo dalle istituzioni ma anche da altre associazioni AVIS.
Con la presidenza Setti, l’AVIS si era affiancata ancora una volta, e con grande slancio, alla scuola, allo sport, al teatro, alla musica e alla pittura, per parlare di solidarietà e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore del dono del sangue.
La scomparsa di Marisa Setti ha lasciato un grande vuoto in tutta la comunità avisina. L’eredità che ha affidato ai donatori, ai dirigenti, ai collaboratori è altrettanto grande: l’esempio di una donna generosa e tenace, rigorosa e appassionata nel suo amore per l’AVIS; l’insegnamento di una fede avisina senza incertezze; l’impegno ad operare sempre meglio per far crescere sempre più l’AVIS, alla quale ha dedicato con entusiasmo tutta la sua vita. Una dedizione che ha ereditato dal padre Danilo e ha trasmesso al figlio Federico e al nipote Riccardo, entrambi donatori.
Infine, il suo testamento morale: il dono delle cornee, come ultima espressione della sua inesauribile generosità.
Maria Silvia Cabri
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