Dal Bestseller “Incubi di un ex presidente dell’Avis” di Stefano Tosi
Qualcuno si chiederà (o forse no) come mai la Festa dei Volontari 2016 sia stata spostata all’anno nuovo con tutto il tempo che c’era a disposizione nell’anno di competenza ed in particolar modo durante il mese di dicembre come è sempre stata fatta in passato. A questo eventuale curioso spiegherò che le ragioni sono state più di una e tutte valide, a partire dal fatto che il giorno previsto, giusto a dicembre, il Presidente ha avuto un impegno che lo ha obbligato a dare forfait, e consigliato ovviamente a noi lo spostamento della data. Se poi si valuta che ci si stava avviando al periodo delle feste abbiamo optato di rimandare all’anno nuovo senza che, invero, ci sia stata la pur minima protesta.
E così il 18 gennaio (per chi interessa Santa Liberata), convocati telefonicamente dall’Anna, da Bruno e da Fernando ci siamo radunati in un discreto numero presso la sede del “Parco Amico” (quello di fianco a noi) con il chiaro intento di non perdere l’abitudine di lavorare di mandibole, vizio acquisito nei giorni precedenti grazie alle “Natal-capodan-befanesche” abbuffate che la tradizione ci propone.
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E volete sapere chi ci ha proposto e diretto la preparazione dell menù della serata? Avrete senz’altro capito ma lo dico per i pochi che non ci sono arrivati: si tratta del nostro super cuoco, l’uomo del cappello nero, il vice presidente vicario Carmelo Gullo che da noi comanda volentieri (in forza della carica che ricopre) ma che in casa sua (vedi moglie Angela e nipotini) riga diritto più di un fuso.
Ma questo a noi ovviamente non interessa. Ognuno in casa sua vede i propri problemi e quelli di Carmelo fortunatamente mettono in secondo piano i mei nei confronti della Luisa.
Ma torniamo alla festa ed in particolare al menù con i complimenti alla cucina per la pasta all’amatriciana, tigelle con affettato, frutta secca e di stagione, vino, caffè ecc. Tutto bene, altro scatto di colesterolo e trigliceridi (attenzione per i donatori alle sospensioni), bellissima serata terminata alla grande con il tradizionale scambio di regali che adesso vi spiego. Ognuno porta due pacchetti (nei quali le male lingue dicono vengano riciclati regali poco graditi), i pacchetti vengono mescolati, numerati ed alla fine estratti a sorte nella speranza che non ti capiti proprio quello che hai portato tu. A me per esempio è andata bene, altrimenti avrei avuto già pronti i regalini per l’anno prossimo.
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Prima di dimenticarlo (e sarebbe grave) è bene ricordare gli amici della “Comune del Parco Amico” a partire dal presidente Patty Gheduzzi per l’ospitalità, la generosità e il servizio che ci hanno reso a partire dal lavoro in cucina, ed arrivare al servizio ai tavoli attraversando un ampio spazio di amicizia e simpatia. Sarà dura sdebitarci.
E termino con un pensierino finale. Eravamo circa una cinquantina fra baristi, telefonisti, addetti alle mansioni più varie tutti indispensabili per mandare avanti la nostra sede e magari ce ne fossero altri di più. Di loro avremo modo di parlare (e riparlare) su questo periodico e intanto grazie a tutti dell’impegno profuso e che profonderanno.
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