Raccontata però in maniera non convenzionale
Ebbene sì, abbiamo fatto la festa, abbiamo sgobbato un bel po’, tutto è andato bene e ne siamo certamente fieri. Ci sorge però sostanzialmente un dubbio dal punto di vista divulgativo: è meglio lanciarci nell’auto incensazione che, se eccessiva, rischierebbe di banalizzare l’entità dei risultati, oppure tenerci tutto per noi rinchiudendoci in una meritata soddisfazione?
Dubbio amletico che però risolviamo immediatamente affidandoci alla saggezza degli antichi romani e facendo nostro un loro motto “In medio stat virtus” (la verità sta in mezzo) , e pertanto raccontiamo il tutto nel bene e nel male, senza cioè sottacere le difficoltà incontrate.
Partiamo dunque dall’inizio dell’operazione da quando cioè si sono dovuti scegliere data e luogo (o luoghi) della manifestazione. Sulla sede del pranzo nessun dubbio: la Parrocchia Madonna di Sotto, abilmente coordinata per le attività extra religiose dal vulcanico Alessandro Mareggini, donatore e sincero amico dell’Avis, ha una struttura fissa di prim’ordine che usa per la sagra (prima domenica di settembre) e che ci lascia montata perchè possa ospitarci.
Quest’anno, però, essendo anche la seconda domenica per la Parrocchia indisponibile per un impegno precedente, abbiamo dovuto dirottare il tutto alla terza, andando però a sbattere contro il “Festival della Filosofia” che occupa tutto il centro cittadino per tanti anni utilizzato per la nostra sfilata e per la parte istituzionale della festa.
Problemi? Neanche uno; la Parrocchia è super attrezzata anche per questo e noi ne approfittiamo.
Poco possiamo invece contro la potenza del calcio, specialmente se alle 12,30 a Reggio Emilia c’é la partita Sassuolo- Juventus visibile anche per televisione da parte di chi non è potuto andare allo stadio. E non dimentichiamo le numerose manifestazioni gastronomico culturali sparse per il territorio tipo Feste dell’uva, Festival dell’Unità e quanto altro in questo periodo la fantasia umana può inventare.
Anche qui problemi di qualunque genere? Certamente no, anche perchè intanto hanno cominciato ad arrivare le benedizioni a favore dell’associazione e degli associati da parte dei prelati di origine sassolese: Luciano Monari vescovo di Brescia e il Cardinale Camillo Ruini.
Scusate ma in quanti altri possono contare su un’intercessione di questo genere? Se poi si calcola che al gruppetto si è aggiunto anche il vescovo di Reggio Emilia Camisasca, che in un primo tempo sembrava venisse a celebrare la Messa, ma che poi ha ripiegato sul messaggio augurale, allora non abbiamo dubbi circa l’entità dell’aiuto ricevuto da lassù.
Ma intanto i problemi da affrontare erano molti altri. Come avvertire, ad esempio, della festo i 2000 soci ? Non certo con una lettera il cui costo di invio sarebbe stato insostenibile, ma tramite News Letter, sistema già sperimentato con questo giornalino e, per chi non ha la mail tramite SMS.
E poi : il pranzo per i donatori è gratis e potrebbe essere un incentivo alla partecipazione. Se aderissero in troppi , dove li mettiamo pur disponendo di uno spazio a dir poco enorme? E quanto ci costerebbero?
Oppure : i donatori da premiare sono tanti. Scartando le onorificenze minori vediamo che quelli con l’oro sono 103, oro e rubino 42, oro e smeraldo 22, oro e diamante 3: in tutto 170.
Visto che sono stati chiamati tutti personalmente dalla Bea, da Beppe e dalla Carla se tutti rispondono positivamente non è che, essendo un po’ tantini ci fanno perdere molto tempo mettendo in difficoltà la cucina (la paella è a base di riso)?
Poi dobbiamo coordinarci con la banda che per altro si presta sempre generosamente; è indispensabile che il fotografo, l’amico Calderone ci dia una volta di più una mano, e se ciò accadrà siamo certi ci confezionerà un servizio come quello dell’anno scorso,gratuito e tecnicamente splendido; i labari delle consorelle, la sfilata per entrare in chiesa e successivamente quella attraverso le vie del quartiere (con tutti i permessi che si debbono chiedere); gli inviti alle autorità e la richiesta del gonfalone del Comune; il reperimento e l’organizzazione dei volontari per il pranzo, i contatti da parte di Bruno con il supermercato Panorama che da sempre ci dà una mano fornendoci prodotti da utilizzare per l’organizzazione.
E qui davvero termino con la fatidica espressione “ecc. ecc.” che pone fine ad un discorso pressoché interminabile che altrimenti ci obbligherebbe ad una seconda puntata da pubblicare nel prossimo numero.
Bene, vediamo come sono andate le cose mettendo assieme la nostra competenza e l’aiuto giunto dall’Alto dei Cieli.
Partecipanti al pranzo; circa 250 persone di cui donatori circa 120, il ché vuol dire che circa 1900 persone hanno rifiutato per le ragioni più varie un pranzo gratis. Stesso discorso vale per le premiazioni: soltanto il 30% si é presentato a ritirare la medaglia avvalorando la tesi portata avanti da qualcuno circa l’opportunità di spendere cifre enormi per questa operazione.
Tutto si è svolto dunque nella massima regolarità, anche la mini lotteria organizzata da Gianni e da Bruno con lo scopo di ridurre l’esborso di denaro da parte della sezione.
Lasciatemi terminare con una ovvietà. L’unica certezza che avevamo, e che naturalmente non ci ha deluso, è stato il lavoro della nostra amica (ci permetta di chiamarla così) signora Lorena, la impareggiabile organizzatrice della cucina nella parte riguardante la Paella che quest’anno concedeva una scelta : al pesce o alla carne.
Avendole assaggiate entrambe e pur ammettendo la mia incompetenza circa la cucina spagnola, vi assicuro che per me abbiamo raggiunto livelli davvero elevati.
Grazie di cuore a tutti ed in particolar modo alle decine di volontari che si sono dati da fare in ogni fase dell’organizzazione. Con un’esperienza positiva in più arrivederci al prossimo anno.
Stefano Tosi
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