Nel valutare la nostra attività siamo soliti racchiuderla dentro il perimetro degli anni solari, per questo il 2020 sarà senz’altro difficile da ricordare. Mai come quest’anno abbiamo toccato con mano la nostra fragilità. Fragilità individuale e collettiva. Tutto a causa di una molecola di poche decine di nanometri con la fantastica capacità di replicarsi e diffondersi.

Abbiamo capito che le cose che diamo per scontate, come la salute e gli affetti famigliari, possano essere messe in pericolo nel giro di pochi giorni.

La nostra comunità ha pagato un tributo altissimo e dolorosissimo in termini di vite e di sofferenze, ma anche di forti limitazioni dei contatti sociali. L’isolamento e la chiusura dentro noi stessi sono stati – e sono ancora – l’unico modo per dare risposta a questa terribile pandemia. Ma, come a volte accade, avvengono cose positive che rappresentano un importante elemento di speranza.

In un anno terribile i nostri donatori e i nostri volontari sono riusciti a dare una riposta formidabile e davvero inimmaginabile. A fronte di tutte le avversità le donazioni sono proseguite con costanza e puntualità: nel 2020, è stato realizzato il più elevato numero di donazioni mai raccolte nella storia dell’Avis Provinciale di Modena: 56.143 contro il precedente record del 2011 (56.075). Ma ancora più importante è la tipologia delle donazioni effettuate: i prelievi di sangue (come richiesto visto il calo dei consumi) si sono ridotti di 1.443 unità mentre quelli di plasma sono aumentati di 4.065; invariate le donazioni di piastrine che hanno raggiunto quota 1.900. Un esito importantissimo, soprattutto di qualità, al quale si aggiungono le prime donazioni di plasma iperimmune che hanno preso il via negli ultimi giorni dell’anno.

Molto positivo è anche il numero dei nuovi donatori. 3.557 persone, nella nostra provincia, hanno fatto richiesta di iniziare a donare e 2.553 hanno già effettuato la prima donazione. Un risultato eccezionale dato che l’attività nelle scuole si è bruscamente interrotta e le attività di socializzazione quali feste e fiere sono state annullate o molto ridimensionate.

Come sempre accade nella nostra attività, il risultato è il frutto dell’impegno di tante persone ognuna delle quali ha svolto al meglio il proprio ruolo. È stato così per i dirigenti ed i volontari delle varie sedi che pur in un momento difficile nel quale la situazione spingeva a chiudersi in casa, hanno comunque garantito la normale attività delle sedi e dei punti di raccolta effettuando le chiamate, raccogliendo le disponibilità di nuovi donatori e creando le condizioni per operare al meglio; per i nostri medici che hanno cercato di svolgere al meglio l’attività di selezione e di visita dei donatori e della refertazione degli esami; per gli infermieri ed il personale tecnico sempre presente nelle sedute di prelievo; del personale amministrativo addetto alla ricezione dei donatori e alle gestione delle documentazioni; dei dipendenti sempre sul pezzo anche quando costretti a lavorare da casa.

Non si può, quindi, che ringraziare di cuore tutti perché, ancora una volta, il grande cuore della nostra associazione ha fatto la differenza.

Io vorrei che tutto questo rimanesse nella nostra memoria collettiva, come una di quelle sberle che si ricevono nel corso della propria vita, ma che aiutano a crescere e a migliorarsi.
Facciamo tesoro di tutto questo per il futuro.

Questi sono i donatori; questi sono gli avisini. Un patrimonio di solidarietà di valore inestimabile che lavora, silenziosamente ma in maniera incessante, per aiutare chi ha bisogno del sangue, dei suoi componenti e dei suoi derivati per curarsi e continuare a vivere, senza bisogno delle prime pagine dei giornali ma paghi dell’enorme soddisfazione di aver fatto un gesto di inestimabile valore.

Grazie di cuore, allora, a tutti coloro che hanno contribuito a scrivere una pagina importante della nostra storia. Inizia un nuovo anno e iniziano nuove sfide. Noi, come sempre, ci saremo!!!

Un abbraccio affettuoso e… non cambiate mai.

Il presidente

Cristiano Terenziani