Anche quest’anno eccoci pronti per l’annuale “Gnocco al Parco Amico” che, come tradizione, si svolge con cadenza estiva su invito degli amici del Parco che si sobbarcano l’impegno di organizzare una manifestazione con orchestre di ballo liscio, alle quali si affianca il nostro intervento culinario per rinfrancare lo spirito dei partecipanti fra una “piroetta” e l’altra. Ovviamente il nostro interesse, oltre a favorire la conoscenza dell’Avis, è quello di agevolare la fruizione del parco in tranquillità anche di sera e quindi il ballo liscio diventa soltanto una scusante per avviare un discorso di aggregazione sociale indirizzato a tutta la cittadinanza sassolese. E pare che in passato il risultato si sia ottenuto. Questo è il succo della questione e qui potremmo chiudere il discorso avendo, in pochissime parole, spiegato quale è il significato delle serate.

Potremmo, ma certamente non ho la minima intenzione di tralasciare tutto quello che sta alla base della messa a terra dell’organizzazione, piccole grandi cose senza le quali tutto si bloccherebbe ancor prima di cominciare. Ma vediamo di capire meglio.

La preparazione delle serate è cominciata qualche tempo fa con la consueta riunione utile a definire le competenze di tutti i partecipanti. Fra le altre cose per noi era indispensabile ottenere dal Comune l’installazione di un gazebo fisso formato sei metri x sei metri (ovviamente chiuso) nel quale posizionare tutto il materiale da utilizzare ogni sera. Il Comue ha, come al solito, provveduto con nostro enorme sollievo ed in particolare di chi è delegato al montaggio e smontaggio.

Affrontando poi i problemi specifici si sono presi accordi con il forno per la fornitura della più buona pasta da gnocco della zona, con la macelleria per l’acquisto degli affettati, e con i fornitori specifici per l’acquisto di bevande per il ristoro dei poveretti che per 4/5 ore languiscono oppressi dal calore ambientale acuito da quello aggiunto dello strutto fuso indispensabile per la cottura, come l’esperienza dei nostri avi ci insegna.

Tutto a posto? Certo che no, siamo solo all’inizio ed ora ci aspetta la parte burocratica cominciando da una acronimo. Sapete cosa é una SCIA? E’ un permesso richiesto all’Amministrazione Comunale per la produzione e vendita di prodotti mangerecci (brutto termine che però rende bene l’idea) che, oltre alla salvaguardia dal rischio sanitario, prevede la dimostrazione dell’utilizzo a norma di legge degli impianti a gas (bombole) con particolare riferimento alla friggitrice, per l’utilizzo della quale siamo assolutamente tranquilli essendoci stata fornita con le garanzie scritte richieste. Ovviamente quello degli estintori è stato il problema minore avendo a disposizione quelli presenti in sede.

E poi viene il bello. Trovare ogni sera una quindicina di persone che sappiano che cosa fare o, quanto meno, siano disponibili ad imparare dalle “resdore” già super pratiche o dagli uomini che già conoscono il “mestiere” Vediamo un po’. Due alla cassa, cinque alla tiratura e tagliatura della pasta, 1 al trasferimento dei pezzi alla friggittura dove altri 3 o 4 si danno il cambio per non morire a causa di un colpo di calore. Un altro (altra per par condicio) trasporta il prodotto finito alla distribuzione dove altri 2 provvedono alla consegna ai clienti. Intanto c’è chi si preoccupa del taglio degli affettati che si utilizzano in quantità industriale, l’elettricista sovraintenderà al funzionamento degli impianti elettrici e c’è un “esperto” pronto ad intervenire per ogni incombenza in caso di bisogno. E termino con i già citati “invisibili”, coloro cioè che alle sei (alle 18,00) hanno il compito di iniziare il montaggio dello stand e dalle dieci (alle 22,00) essere pronti a smontarlo e riporre il materiale nel gazebo.

Piccola precisazione. Come avrete notato non ho citato le date delle serate. L’ho fatto scientemente proponendovi di leggerle sull’allegata locandina dove appaiono in maniera ben più appariscente e più facilmente inquadrabile.

Altra piccola chiosa. Non sapendo quale sia il vostro grado di fede religiosa non ho chieste ad altri di partecipare alla mia personale novena indirizzata al Padre Eterno affinché ci dia finalmente una mano con il tempo concedendoci i miglioramenti (almeno al lunedì) per noi indispensabili. Non so neanche se sono abbastanza credibile, ma a provarci male non fa.

Concedetemi poi una chicca di carattere politico, non partitico naturalmente data l’equidistanza dell’Avis da tutte le formazioni impegnate nel governo locale e nazionale. Il nuovo sindaco di Sassuolo Matteo Mesini, appena eletto, ha accettato il nostro invito a partecipare, assieme all’assessore di competenza, ad una serata con noi, un incontro che saremo ben lieti di ospitare presso il nostro stand. Visto poi che la stessa proposta era stata caldeggiata in primis dal presidente dell’Avis regionale Pirazzoli è ovvio che l’incontro ad alto livello assume un’importanza ancora maggiore anche se (Dio mi guardi da qualunque insinuazione) la ormai nota bontà del nostro gnocco potrebbe essere stato un incentivo non da poco.

Tanto premesso prendiamo atto del fatto che lo stesso Pirazzoli parteciperà per l’ultima volta alla nostra manifestazione al Parco Amico, almeno in veste di Presidente Regionale dopo due mandati che, per statuto, non possono essere ulteriormente prolungati. E allora? Scommetto che qualcosa da fare un personaggio come lui lo trova senz’altro. E ne parleremo, come capita fra amici, davanti a due fette di gnocco farcito con i ciccioli che secondo le regole nutrizionali non sono il massimo consentito in una dieta equilibrata. E’ vera però una considerazione. Se ci aggiungiamo due dita di Lambrusco, sapreste trovare di meglio?

Stefano Tosi