C’è un momento nella vita delle donne che spesso viene raccontato sottovoce, tra falsi miti, timori e qualche sorriso imbarazzato. E se invece diventasse un’occasione per fermarsi, capire e ripartire meglio di prima?
È da questa idea che nasce “Donne che raccontano – rassegna di voci tra storie, salute e benessere”, un ciclo di incontri ideato e realizzato dalla sezione AVIS di Medolla, con il patrocinio del Comune di Medolla e il prezioso sostegno delle ragazze del Centro Culturale. L’iniziativa si sviluppa grazie anche alla collaborazione dell’associazione Differenza Maternità OdV di Modena, organizzazione di volontariato femminile che promuove la salute, il benessere psico-fisico e i diritti delle donne in tutte le fasi della vita, insieme a un gruppo di professioniste che hanno dato vita a un progetto multidisciplinare denominato “Io non sono in pausa”.
Il filo conduttore delle cinque serate, organizzate tra febbraio e aprile, è stata la menopausa, raccontata non come un punto di arrivo, ma come una “seconda giovinezza” da vivere con maggiore consapevolezza e con più strumenti. Un passaggio naturale del ciclo di vita che, sebbene sia spesso percepito come problematico, può diventare un’opportunità per conoscersi meglio e riscoprirsi, senza sentirsi sole.
Si parte dalle basi, quelle che spesso si scoprono troppo tardi. La dottoressa Linda Lodi, ostetrica con quarant’anni di esperienza, ha acceso i riflettori su un “dimenticato” e “trascurato” componente dell’apparato muscolo-scheletrico: il pavimento pelvico. Un tema non “da aperitivo”, ma fondamentale in questa fase della vita. Tra teoria e pratica, ha mostrato l’importanza della sua cura, tanto che sono stati attivati quattro corsi da cinque incontri ciascuno, a numero chiuso, con esercizi pratici da applicare nella quotidianità.
Arriva poi il turno del movimento, quello che spesso rimandiamo con la classica frase “inizio lunedì”. La professoressa Monica Verri ha ricordato che il corpo, anche in menopausa, ha bisogno di essere attivo. Ha introdotto la ginnastica ipopressiva, una tecnica dal nome un po’ complicato ma dai benefici molto concreti quali la postura migliore, i muscoli più tonici e qualche “acciacco” in meno.
Quando si parla di menopausa, però, le domande arrivano sempre con maggior frequenza: cosa succede al corpo? È normale sentirsi così? E cosa si può fare? A rispondere ai vari dubbi, offrendo diverse indicazioni come strumenti di consapevolezza, è stata la ginecologa Paola Picco, che ha messo ordine tra sintomi, cambiamenti e possibili soluzioni, dalla terapia ormonale sostitutiva (TOS) ad altri approcci come terapie non ormonali, supporto psicologico e interventi sullo stile di vita.
Per chi preferisce strade più “naturali”, la dottoressa Eleonora Tesini ha aperto la porta al mondo dell’erboristeria: rimedi dolci, approcci alternativi e un invito a conoscere meglio ciò che la natura può offrire, senza illusioni ma con curiosità.
Capitolo a parte è l’alimentazione, spiegato dalla dottoressa Alice Intrieri, evidenziando come la nutrizione in menopausa presenti criticità e opportunità di equilibrio e benessere, mangiando in modo più consapevole, ascoltando ciò di cui l’organismo ha davvero bisogno, senza stravolgere le proprie abitudini.
Infine, un tema spesso evitato ma presente, è stato quello della sessualità, che la dottoressa Marina Mantovani ha affrontato con professionalità, semplicità e anche con un pizzico di ironia, dimostrando che parlare di intimità senza imbarazzo è possibile, incuriosendo anche il pubblico maschile presente in sala, apparso coinvolto e attento, e uscito soddisfatto.
A tenere insieme il percorso, gli interventi della psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Alice Vicini, che ha accompagnato le serate creando uno spazio accogliente in cui è stato possibile riconoscersi, condividere dubbi, sintomi e fragilità. È emerso con spontaneità come molte esperienze siano comuni e come nessuna sia davvero sola nell’affrontare la menopausa.
Il risultato è andato ben oltre la semplice proposta iniziale, rivelandosi una scommessa vinta anche per AVIS Medolla, che in partenza nutriva qualche esitazione nell’affrontare un tema così delicato e inusuale per il proprio contesto. Le serate hanno favorito un confronto aperto anche su argomenti spesso considerati tabù, oggi sempre più al centro del dialogo, contribuendo a superare imbarazzi e silenzi. La partecipazione, via via più numerosa e coinvolta, ha evidenziato un interesse crescente e il desiderio di approfondire ulteriori temi legati alla salute, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione e consapevolezza.
Laura Raguzzoni , Paola Spaggiari, Avis Comunale Medolla





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