da Avis Regionale Emilia Romagna:

Il 2019 si è aperto con questo cambio di prospettiva, perché a livello regionale ci siamo accorti, sui temi della comunicazione, di non riuscire ad accreditarci verso le nostre sedi provinciali come utili e autorevoli. Non bisogna farne mistero: la prima regola della comunicazione infatti è proprio “se non ti capiscono, sei tu che non ti sei spiegato bene”.

Per questo abbiamo organizzato incontri in ogni sede provinciale, tra cui, il 2 marzo, in quella di Modena. L’obiettivo era quello di conoscerci e confrontarci direttamente sulle strategie comunicative e ribadire il concetto che Avis regionale non è in competizione con le sedi locali e che mai come oggi occorre un lavoro di rete.

Il fondo regionale Promozione e comunicazione e Formazione è alimentato dalle singole provinciali per uno scopo comune, per questo ogni strategia va condivisa sulla base di un obiettivo chiaro e realizzabile.

E alla fine del percorso i risultati vanno misurati, per correggere il tiro se serve, o per gioire insieme dei risultati.

Alle sedi locali abbiamo proposto un vero e proprio patto di fiducia, chiedendo alle Avis di seguire alcune indicazioni operative messe a punto da professionisti che hanno lavorato a livello nazionale insieme agli operatori della comunicazione delle altre regioni italiane.

Parlare con un medesimo tono di voce e attraverso la stessa lingua è un modo per farsi sentire meglio senza mettere in discussione la propria identità locale.

Perché la prossimità coi donatori, il calore della relazione, l’empatia coi candidati donatori è l’anima dell’attività delle Avis locali, attività che nessun altro può fare.

Compito del regionale è invece uniformare i linguaggi e renderli efficaci e adatti ai tempi. Non solo nel messaggio ma anche nel mezzo: per aiutare le sedi locali a fare un miglior uso dei social e delle possibilità offerte dalle tecnologie.

Gli incontri, dal mio punto di vista, sono stati proficui e sicuramente da ripetere periodicamente. E’ sempre stimolante e motivante incontrare persone che mettono tanto entusiasmo e impegno nel promuovere la cultura del dono. Un altro aspetto importante e nuovo è stato quello di coinvolgere anche il personale dipendente oltre ai volontari.

Avendo chiari i ruoli di ognuno, occorre sempre più essere coordinati e informati per risultare più efficaci e aiutarci gli uni con gli altri a evidenziare e a risolvere le criticità. Il personale dipendente dà continuità al lavoro dell’associazione e quindi deve poter dare il proprio contributo per migliorare l’operato di Avis.

Ovunque la partecipazione è stata attiva, a Modena anche molto folta e questo mi ha fatto particolarmente piacere. Il taglio dell’incontro, pratico e operativo, ci ha consentito di chiarire alcuni dubbi. In modo particolare abbiamo promosso l’immagine di un’associazione al passo con i tempi, illustrando modalità come l’iscrizione on line, già attiva da tempo, ma non sufficientemente conosciuta nelle sue potenzialità.

Gli incontri hanno dimostrato l’impegno delle Avis nel promuovere la cultura del dono con tantissime proposte, idee, iniziative in diversi ambiti (sportivo, musicale, gastronomico ecc.) e a questo entusiasmo abbiamo aggiunto un ingrediente: uno strumento per misurare l’efficacia delle attività messe in campo.

In questo modo non saremo più “vittime” della percezione (è andata bene? è andata male? dobbiamo rifare l’iniziativa? l’evento ha suscitato gradimento?).

Lavorando insieme possiamo capire cosa ha funzionato e dove, scambiando buone pratiche con le altre sedi e adattando gli esempi di successo ai nostri territori, oppure non ripetendo gli stessi errori.

Pensiamo che così si lavori meglio insieme. Io ne sono profondamente convinta e sono curiosa di vedere, il prossimo anno, come sono andate le cose in tutte le sedi locali.

Laura Bocciarelli

Responsabile Comunicazione Avis Emilia-Romagna