Salve gente. A rischio di farmi spiaccicare al muro con una martellata come è capitato al mio antenato reo di aver rotto le scatole a Pinocchio, continuo con la mia opera di pseudo informatore sanitario esperto (si fa per dire) di problemi legati all’Avis.

Questa volta, cambiando discorso, parliamo degli appuntamenti che si prendono per venire a donare.

RISPETTARE GLI APPUNTAMENTI

Alla eventuale domanda circa l’obbligatorietà di tale questione, come prima ovvia risposta uno direbbe che è una banale questione di buon senso, qualcun altro potrebbe aggrapparsi a giustissime questioni di buona educazione, altri riuscirebbero a disquisire sulla perduta propensione ad accettare il rispetto di un impegno preso senza costrizioni e ovviamente la questione non terminerebbe più.

Pur d’accordo in linea generica con queste interpretazioni io preferisco una considerazione diversa, nel mio stile, molto più pratica.

Sapete perchè si accettano prenotazioni di plasma soltanto previo appuntamento?

Anzitutto perchè la plasmaferesi è un procedimento un po’ lungo e se si venisse senza appuntamento si rischierebbe di attendere, in certi giorni, molto a lungo e, credetemi, non sarebbe un bel lavoro.

Poi, come in ogni lavoro, il personale di sala prelievi a un certo punto al termine del proprio orario deve andarsene e non sarebbe bello dover mandare via gente in coda da tempo e che inopinatamente si è presentata senza appuntamento fidando nella fortuna.

E potrei continuare a lungo su questo argomento che preferisco invece chiudere velocemente ricordando che le prenotazioni servono anche per consentire a chi di dovere di rendersi conto del fabbisogno reale di personale sanitario in sala prelievi onde evitare che i medici e gli infermieri impazziscano o rischino di guardarsi negli occhi per tutto il tempo: in base alle prenotazioni avremo il personale medico che serve, spendendo il giusto in base alle esigenze reali.

A questo punto il compito del Grillo Parlante è quello di montare in cattedra e cimentarsi nella consueta “morale della favola”.

Quando vi impegnate a venire per favore, anche per rispetto verso altri donatori, venite e se proprio non potete, avvertite per tempo in modo che si possa mettere qualcuno al vostro posto. Lasciate infine che mi cimenti in veste di Grillo Contabile.

Forse qualcuno non ha pensato che una donazione ha costi fissi notevoli che per l’Avis vengono attivati tutti i giorni in base al lavoro previsto in sala prelievi, quindi ogni prenotazione non rispettata diventa un costo che ovviamente non si può addebitare al donatore come fa l’ASL in caso di mancata presentazione alle prestazioni mediche.

Non credete che i soldi, quei pochi che ci sono, sia meglio spenderli per qualcosa di più utile?

A tutti grazie dell’attenzione e arrivederci al prossimo numero.

Il grillo parlante